Il fagiolo “suscieglio” di Cellole è una leguminosa (phaseoulus vulgaris). Viene coltivato solo da poche famiglie nel territorio che ricade prevalentemente nei comuni di Sessa Aurunca e Cellole della provincia di Caserta. La replicazione del seme ha un valore umano al punto che rappresenta un’eredità di famiglia da tramandare di padre in figlio. Coltivazione tipica delle aree pianeggianti e paludose della zona, ha la caratteristica di essere consumato secco in minestre e/o zuppe tipiche della gastronomia locale. La pianta, a portamento rampicante ha uno sviluppo semi-determinato, raggiunge un’altezza media di circa 70 cm e il primo baccello si trova a circa un palmo da terra. La produzione media per ettaro è di poco superiore a 20 quintali e i semi hanno un peso secco che oscilla tra i 350/500 mg l’uno. Si semina appena dopo Pasqua, come vuole la tradizione, in pieno campo; la seconda semina si fa dopo la festività di San Pietro e Paolo (29 giugno). Il seme è più grande del tipico cannellino ma è più schiacciato, assumendo una forma che ricorda vagamente quella del seme di carrubo, localmente detto “suscella”, da qui per analogia fagiolo “suscieglio”. Sono in corso studi per la sua caratterizzazione e la ricerca storico-culturale che ne possano determinare l’iscrizione nell’elenco ministeriale dei PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale).

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